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Comunicare con il bambino


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Gli studi e le ricerche hanno confermato che il periodo prenatale è una tappa fondamentale della vita umana e che la nascita comporta un enorme cambiamento nei vissuti del bambino. Il tipo di relazione che si riuscirà a instaurare con lui durante i nove mesi, e specialmente negli ultimi tre, assume, quindi, un valore molto importante perché la madre non soltanto nutre il suo bambino, ma è anche la mediatrice tra lui e il mondo esterno. In questo periodo è importante fare attenzione e soffermarsi sui segnali che il bambino invierà: movimenti, calcetti, piccoli spostamenti di qua e di là. Occorre rispondergli sempre, in modo che si renda conto che la sua mamma lo sente, lo ascolta e gli è costantemente vicina. Basta creare un segnale convenzionale in risposta, sempre il medesimo, per esempio battere due colpetti e subito dopo accarezzare con affetto l’addome là dove si sono sentiti i movimenti del bambino, per avviare e mantenere attivi il dialogo e la comunicazione. Così nel bambino crescerà la fiducia nella capacità di ascolto materna.

Leggi l'intervista a Gabriella A. Ferrari

 


PARLANO LE MAMME



 
Janet

“Pensavo di aver terminato la mia carriera riproduttiva quando Theo mi sorprese, arrivando mentre mi avvicinavo ai 42 anni. Data l’età avanzata presi appuntamento per fare l’amniocentesi.  Il giorno prima dell’esame ebbi un’esperienza sconcertante: stavo concludendo la mia seduta di Yoga con meditazione e contatto interiore con Theo quando udii distintamente che mi “diceva” che non solo era sano, ma anche un bel campione e, quindi, non avevo bisogno di alcun esame.


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Francesca

“Sono Francesca, una mamma alla 22esima settimana di gravidanza felice e in salute. Già prima di concepire il nostro piccolino, avevo letto i suoi due libri sulla comunicazione prenatale. Ne sono rimasta affascinata da subito, e la prima cosa che ho pensato è che ero stata fortunata ad aver letto i suoi libri prima che arrivasse il nostro bimbo e che tutte le mamme dovrebbero conoscere e cercare di comunicare con i loro bambini durante la gravidanza…


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Simona

Ogni sera quando andavo a letto mi voltavo sul fianco sinistro, come mi era stato insegnato nel corso. Mettevo la mano sotto la pancia e dopo un po’ sentivo che la bambina scendeva. Era molto bello. Me la sentivo proprio nella mano. Molte volte mi sono addormentata con lei e sapevo che anche lei era felice. A volte la notte mi svegliava perché incominciava a dondolarsi per farsi cullare da me. Provavo molta tenerezza, la cullavo per un po’ e ci riaddormentavamo insieme”


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